DIECI LUOGHI IMPERDIBILI

Elenco, non definitivo, di alcune delle destinazioni di viaggio per conoscere il lato più bello e straordinario dell'Alta Murgia.

Chi ama viaggiare e scoprire le meraviglie del mondo è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami ed alcuni monumenti sanno suscitare. Sono molte le mete sull’Alta Murgia che hanno queste caratteristiche.
Ovviamente questa non è una classifica ma solo una guida saliente a quelli che secondo me sono attualmente i 10 luoghi più belli dell’Alta Murgia da andare a visitare, ovvero le mete più straordinarie ed a tanti sconosciute…

Di mete stupende ce ne sono tante altre, molte degne della top ten, ma alcune fra queste sono inaccessibili e per ovvie ragioni escluse da questo speciale elenco.

1. Followmeto... Il Pagliarone di Bagnoli

All’ombra del castello più bello del mondo frutto della genialità di Federico II si trova qualcosa di altrettanta straordinarietà, probabilmente l’umile simbolo dell’architettura spontanea dell’Alta Murgia e della Puglia: trattasi del Pagliarone di Bagnoli, una frazione rurale nel territorio di Andria sotto Castel del Monte ricca di masserie, jazzi, trulli e cisterne.
Il Pagliarone quasi sicuramente era la residenza di campagna di un massaro, il fattore che era delegato dal proprietario dei terreni per presiederne l’amministrazione e la coltivazione oltre che l'azienda pastorale.
Di tecnica costruttiva straordinaria, unico su tutta l’Alta Murgia, il Pagliarone è un vero e proprio monumento di enorme valore.


2. Followmeto... Il Castello del Garagnone

Il Castello del Garagnone è un magnifico osservatorio sul versante occidentale dell’Alta Murgia e sul paesaggio della Fossa Bradanica sulla via Appia. I resti sembrano confondersi con la sommità rocciosa dell’altura dove è stato edificato, infatti è definito castello invisibile perché perfettamente mimetizzato sulla roccia murgiana essendo stato costruito con la roccia stessa. Solo salendoci ci si rende conto di essere davanti ai resti di un’antica costruzione; naturalmente tutto diventa più chiaro arrivando in cima, dove sono ancora visibili rimanenze architettoniche di alcuni ambienti. Il castello infatti crollò a seguito del terremoto del 1731. Il Garagnone rientrerebbe nella tipologia dei castra di età normanna: ossia veri e propri villaggi, protetti e dominati da una struttura fortificata, ma che avevano una destinazione prevalentemente economica ed agricola. Dunque era molto più esteso di quanto visibile oggi. Da documenti storici si è ipotizzata una costruzione di un edificio a due piani, con un ingresso coperto, a lamia, due stanze ad uso stalla ed un altro ambiente dove si teneva la paglia al primo piano, una scala scavata nella roccia portava ad un cortile scoperto intorno al quale si disponeva un magazzino, una cappella, su cui c’era una stanzetta, e una stanza più grande usata anch’essa come magazzino. Ancora sul cortile si affacciavano sei stanze e ancora un ambiente con il centimolo e un altro con il forno. La posizione soprelevata rispetto ai territori lucani ne denota gli scopi difensivi e di controllo. Ma numerose cronache parlano del Garagnone e del feudo di sua competenza come di un’area molto ricca, un nodo di passaggio tra i traffici che univano l’Alta Murgia e le città costiere pugliesi.


3. Followmeto... San Magno

Nel cuore dell’Alta Murgia lungo la cosiddetta “Mediana della murge” a circa 15 km da Corato è possibile vedere l’antica chiesa-neviera di San Magno, collocata tra una masseria e una quercia secolare. Su un antico documento si dimostra l’esistenza della primitiva chiesa di Santa Maria Maggiore o chiesa di San Magno già nei primi decenni del XII sec.
La visita dell’agglomerato rurale di San Magno serve a scoprire come un tempo si riusciva a gestire ingegnosamente una risorsa scarsa e preziosa come l’acqua. La chiesetta sovrasta una struttura in pietra un tempo utilizzata per stiparvi la neve e riutilizzata in estate come importante fonte idrica, e fungeva anche da chiesa per la popolazione che abitava le masserie della zona. Poche centinaia di metri separano la neviera da una grande cisterna, una “piscina” a cielo aperto, di antica fattura che costituiva la riserva d’acqua per abbeverare il bestiame.
La facciata della chiesetta è dotata di una porta e di una finestra ed è sormontata da un piccolo campanile centrale. La porta anteriore consente di scendere nella neviera. La chiesetta invece è accessibile da una scalinata laterale.
La zona di San Magno essendo un altopiano carsico accoglie vari bacini “chiusi” dove convergono le acque piovane, come la depressione in cui si trova la cisterna; e vi sono poi le doline, depressioni minori con le tipiche forme “a scodella”, pianta circolare (o ellittica) e diametri di poche decine di metri. Tutt’intorno vediamo un paesaggio pianeggiante o lievemente ondulato, utilizzato per pascoli e colture estensive di cereali e foraggio.
A circa 2,5 km si trova anche l’area archeologica della necropoli di San Magno dove sono state individuati decine di sepolcri a tumulo, bordati da lastre di pietra a forma di dolmen.


4. Followmeto... Pulo di Altamura e Pulicchio di Gravina

Il Pulo di Altamura è la più grande dolina carsica dell'Alta Murgia. Si apre nell'altopiano murgiano a 6 km da Altamura. La depressione carsica appare come un ampio e profondo cratere. Il suo asse maggiore misura circa 550 m e la profondità massima raggiunge i 92 m. Malgrado le apparenze, la sua origine non è vulcanica o frutto della caduta di un meteorite, ma carsica, legata alla natura calcarea delle Murge pugliesi. Sulla storia e l'evoluzione di questa dolina si sono avanzate molte ipotesi fondate sulla natura carsica del terreno in cui essa si apre. Oggi si conviene nel considerarla una dolina di crollo, anche se solo un tratto del perimetro presenta pareti rocciose a picco. Nei pressi dell'area più depressa si aprono nella nuda roccia ben tre pozzi carsici. La parete settentrionale del Pulo presenta più livelli di grotte e cunicoli probabilmente abitati in epoca preistorica da ominidi, che con il procedere dell'evoluzione naturale avrebbero dato origine alla specie cui appartiene l'Uomo di Altamura. Sicuramente in tempi remoti, al posto della voragine attuale, esistevano uno o più pozzi carsici che, col passare del tempo, si sono via via approfonditi coinvolgendo nella evoluzione altri pozzi o gallerie di diramazione sotterranea.

Il Pulicchio di Gravina invece è una dolina carsica, anch’essa di crollo, situata in territorio di Gravina in Puglia in prossimità della strada Altamura - Corato. È una delle più grandi cavità carsiche della Puglia dopo il Pulo di Altamura e si differenzia da quest'ultimo per la lieve ripidità delle pareti e per l'assenza di grotte e caverne. La pendenza del terreno è minore nella parte più alta e più bassa della conca, e maggiore nella parte media. Il fianco orientale, nella sezione rocciosa, presenta pendii talvolta verticali, con un'altezza che supera anche i 10mt. Con una profondità di 87 metri circa il Pulicchio ha subito negli anni '50 un'opera di rimboschimento che ha profondamente modificato l'ambiente, trasformandolo da arido e pietroso a rigogliosamente verde.


5. Followmeto... Bosco Scoparella

Il bosco di Scoparella si trova a circa 12 km da Ruvo di Puglia, e costituisce uno dei pochi boschi di quercia roverella dell’Alta Murgia. Il bosco ha un’estensione di circa 3000 ettari e si caratterizza per un sottobosco ricco e fiorito composto da cespugli di rosa canina, biancospino, asfodeli e asparagi. In primavera, come nel resto dell’Alta Murgia, è possibile trovare numerose varietà di orchidee.
All’interno del bosco un sentiero conduce alla Lama di Scoparella e al canale dell’Acquedotto Pugliese che la attraversa. Poco distante si trova anche la Grave di Scoparella, una cavità profonda una quarantina di metri, chiusa al pubblico e chiamata anche Grave del Demonio per via della leggenda circa l’apparizione dello stesso ai pastori. Lo stesso nome venne usato per identificare lo jazzo che si trova nella lama e che è affiancato da una splendida quercia secolare ed un bellissimo mungituro. Sembra che il nome del bosco derivi dal fatto che vi si possono trovare molte ginestrelle, piante con le quali si facevano scope, da qui bosco di Scoparella.


6. Followmeto... Murgia Melodia

Fino a 130milioni di anni fa l’Altopiano delle Murge, e la Puglia intera, era fondale marino ad eccezione di questa unica zona della murgia che è stata ininterrottamente esposta ai soli agenti atmosferici.
Il paesaggio per via della superficie prettamente carsica, le condizioni climatiche estreme e l’assenza di acqua superficiale, oltre che la lontananza dai centri abitati e dalle vie di comunicazione, si presenta come l’area che è stata a lungo la più inospitale e selvaggia di tutta l’Alta Murgia.
I protagonisti del paesaggio sono gli spuntoni di calcare, le rocce affioranti, la terra spoglia, i muretti di pietra a secco, gli jazzi, le masserie, i mungituri e le cisterne.


7. Followmeto... Casette di Castigliolo

Sulla murgia del Ceraso nella zona della masseria Casette di Castigliolo, si trova una enorme cinta muraria di forma ellittica con una grossa costruzione in pietra a secco al centro della stessa assimilabile ad un doppio trullo, il cui perimetro supera i 2km. Costituita da blocchi a secco ha una larghezza che raggiunge anche i 4 mt ed un’altezza di 2,5 mt.
Per quanto riguarda la cronologia di questo circuito murario è molto difficile stabilirla.
Trattasi di una struttura tipica di età medievale dal confronto fatto con strutture simili, la cui esatta cronologia è difficile stabilire: probabilmente era un villaggio fortificato posto sulla cima della collina a scopo difensivo. Forse la zona è stata abitata in antico per il materiale raccolto all’interno del circuito consistente i vari tipi di ceramica. La vita deve essersi protratta in questa zona pressoché ininterrottamente dal VII-VI sec. a.C. all’età Romana, come testimonia il ricco materiale archeologico trovato. Essa fu poi abbandonata perché in superficie non è stato trovato materiale che dimostri una presenza umana nel primo periodo medievale. Però la presenza della cerchia muraria costruita con una funzione che appare di difesa, ci indica l’occupazione della zona in un’epoca successiva, che da un primo esame potrebbe risalire all’Alto Medioevo.


8. Followmeto... Murgetta Rossa

Luogo suggestivo con uno scenario dai colori surreali. Questo sito nei pressi di Spinazzola in località Murgetta Rossa-Senarico fu luogo di un’importantissima attività estrattiva di bauxite, roccia dalla quale è possibile estrarre alluminio (in questa è presente una percentuale di ossido di alluminio oltre il 70%). Nell’immediato dopoguerra e fino al 1978 quest’attività estrattiva fu importantissima per l’economia locale, i materiali grezzi, infatti, venivano estratti, caricati su camion, portati a Trani. Da qui erano imbarcati fino alle volte di Porto Marghera dove la splendida bauxite rossa di Spinazzola veniva impiegata nella lavorazione dell’allumina, da cui deriva l’utilissimo alluminio.
Non si può considerare come paesaggio alterato dall’uomo in quanto la cava la cava è il frutto reale delle variazioni atmosferiche risalenti al Cretaceo. Un’alterazione naturale delle rocce calcaree ha generato l’enorme quantità di minerali (gibbsite, bohemite, diaspro, cliachite) che arrossisce la gravina, dando luce ad infinite polveri dai toni porporini. L’attività di estrazione terminò a causa della forte concorrenza di bauxite proveniente dall’Africa, più pura e estraibile, ovviamente, con costi inferiori; le cave di Spinazzola furono chiuse... ma non riempite...


9. Followmeto... Jazzo Pietre Tagliate

L’Alta Murgia è ricca di masserie e complessi con jazzi, piscine, mungituri, poste… La Masseria delle “Pietre Tagliate” , il cui nome deriva dalle rocce circostanti che nei millenni sono state tagliate dall’acqua, è un classico bellissimo esempio di architettura rurale legata alla transumanza. Ben conservata, la complessa struttura immersa nell’Alta Murgia è formata dalla masseria, dagli jazzi, dalla piscina e dal bellissimo mungituro completamente integro.
Fu edificata tra il XV e il XVI secolo ed è stata utilizzata a lungo dai pastori della transumanza.
Si trova in una posizione strategica, in prossimità della confluenza tra tratturi percorsi dalle greggi e vicina ad importanti riserve d’acqua essendo zona di confluenza di alcune lame.


10. Followmeto... Castel del Monte

La perfezione euclidea delle forme, la sua prepotente bellezza, la posizione isolata e dominante, le bianche mura che svettano sull’Alta Murgia, fanno di Castel del Monte una mèta ‘leggendaria’ e probabilmente il castello più bello del mondo per la sua unicità e l’alone di mistero che lo circonda. Frutto del genio imperiale di Federico II di Svevia può essere meglio compreso se messo in relazione con il paesaggio agrario che lo circonda. L’unico documento che ci dà informazioni sulla committenza di questa fantastica opera architettonica è un decreto imperiale del 1240, con il quale Federico II ordinava la costruzione di un castello dedicato a Santa Maria del Monte. La carenza di documenti ha dato avvio al misterioso fascino di questo castello sulla cui funzione sono state formulate moltissime ipotesi. Probabilmente edificato come base per la caccia, la sua posizione, che lo rende visibile per decine di chilometri sulla murgia e, quando il cielo è limpido, anche da alcune città sulla costa, ne fa un innegabile simbolo di potere, con il quale Federico II voleva sottolineare la sua aurea imperiale su tutto quel territorio circostante. Nei secoli successivi alla morte del “Puer Apuliae” di certo il castello fu utilizzato come carcere e, successivamente abbandonato al degrado, spogliato di arredi e prestato al ricovero per bestie e briganti. Nel 1552 la famiglia Carafa di Andria lo acquistò per venderlo nel 1876 allo Stato Italiano, il quale ne commissionò il restauro terminato solo nel 1972.