Una terra unica al mondo

La Murgia è un altopiano molto esteso della Puglia centrale, caratterizzato da fenomeni carsici, cioè dalla penetrazione, attraverso le rocce calcaree,  delle acque piovane, che formano fiumi sotterranei e “scavano” grotte e caverne nel sottosuolo. Quest’area si suddivide in bassa Murgia e alta Murgia.
Nella bassa Murgia il terreno è più fertile e il paesaggio è caratterizzato da colture legnose: vi puoi trovare l’olivo, il mandorlo e la vite, oltre a campi seminati. Oltre i 400 metri inizia invece l’Alta Murgia, la parte più alta e rocciosa, costituita da un paesaggio più brullo e pietroso, con ampie aree incolte o destinate al pascolo. Tutto il territorio murgiano è disseminato di pietre che lo rendono davvero caratteristico: il termine “Murgia” deriva infatti dalla parola “murex”, che significa... roccia aguzza!

L’Alta Murgia è dal 2004 un’area naturale protetta compresa nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani in Italia.

Essa si presenta come un paesaggio nel complesso omogeneo ma non uniforme che è possibile percorrere, senza incontrare grossi ostacoli naturali, a piedi, in bicicletta ed anche a cavallo.

Sono 13 i Comuni che ne fanno parte: Altamura, Andria, Ruvo di Puglia, Minervino Murge, Corato, Spinazzola, Cassano delle Murge, Bitonto, Toritto, Santeramo in Colle, Grumo Appula, Poggiorsini e Gravina in Puglia.

Il clima della murgia è sub-mediterraneo, con inverni freddi ed estati calde e secche. Le stagioni favorevoli alla vegetazione sono la primavera e l’autunno. In estate, a causa dell’aridità, molte specie annuali si mettono a “riposo” e quelle perenni interrompono l’accrescimento.

Sono state censite circa 15.000 specie vegetali, il 25% di quelle presenti in Italia. Molte di esse sono graminacee annuali: germinano in autunno, si accrescono durante l’inverno, fioriscono e si riproducono in primavera, producendo il seme in estate.

L’ambiente naturale prevalente nel Parco è quello della prateria steppica mediterranea, caratterizzata da ampie distese di vegetazione erbacea e di bassi arbusti. Alla sua progressiva formazione hanno contribuito anche il disboscamento, gli incendi e la destinazione dei terreni al pascolo.

L'Alta Murgia ospita numerose specie animali (140), che hanno fatto di questo territorio il loro habitat: si tratta di animali di dimensioni ridotte, come insetti, uccelli, mammiferi, anfibi, rettili. Di queste specie, ben 21 sono tutelate da apposite norme di conservazione.

L’insieme degli uccelli presenti nel territorio conta circa 124 specie tra nidificanti, svernanti e di solo passo. Tra di esse vi sono molti rapaci e numerosi alaudidi, uccelli passeriformi di piccole dimensioni che preferiscono ambienti spogli e aperti come la murgia.

L’ambiente pietroso della murgia è un ottimo habitat per i rettili: ve ne sono ben 15 specie. La presenza degli anfibi (7 specie) invece è legata alla presenza di laghetti carsici, cisterne, pozzi e stagni temporanei: questi animali infatti hanno bisogno dell’acqua per riprodursi.

La presenza dell’uomo è una componente essenziale del territorio dell’Alta Murgia: gli esseri umani hanno adattato la loro vita e le loro attività all’ambiente, ma al tempo stesso lo hanno profondamente trasformato rendendolo ancor più unico al mondo.

A causa della natura rocciosa della murgia, nel passato era difficile praticare forme di coltivazione intensiva. Per ottenere aree coltivabili gli agricoltori praticavano lo spietramento dei terreni, utilizzando poi le pietre per costruire muretti a secco con cui delimitavano i campi.

Sull'Alta Murgia si possono ammirare importanti opere come le cattedrali dei comuni e i castelli medievali (i castelli normanni di Gravina, quello del Garagnone e Castel del Monte).

Ma c’è anche un tipo di architettura rurale come le masserie, gli jazzi, le poste, , i pagliari, i tratturi: sull'Alta Murgia ve ne sono centinaia.